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Aicep: “Anche noi nel Consorzio nucleare” PDF Stampa E-mail
Scritto da Quotidiano Energia   
mercoledì 10 settembre 2008
“Produciamo in ciclo continuo, con potenze pressoché costanti per quasi tutte le ore dell’anno”. Per le caratteristiche di prelievo (niente “punte” o “buchi di potenza”) siamo dunque “i consumatori più appetibili per i produttori di impianti nucleari, che non sono molto flessibili e devono mantenere condizioni di marcia sempre al massimo livello”.

Così il presidente di Aicep, Nino Morgantini, all’indomani della riunione del tavolo di Confindustria che ha avuto tra i temi centrali quello della creazione di un Consorzio tra produttori e consumatori, tavolo al quale l’associazione, che per questo esprime il proprio rammarico, non ha partecipato.


Aicep rappresenta grandi gruppi industriali ad alta intensità energetica (che operano nei comparti della metallurgia, chimica e gas tecnici, cemento e vetro) con consumi annui pari a circa 15 TWh, pari a circa il 10% del consumo industriale nazionale cioè circa il 5% del consumo elettrico nazionale. Una candidatura, quella a partecipare al Consorzio, che Morgantini considera perciò importante ribadita, peraltro, in un documento ufficiale consegnato poco prima della pausa estiva al ministro Scajola.


Nel documento, disponibile sul sito di QE, l’associazione si dichiara tra l’altro pronta a fa parte di progetti volti alla realizzazione di nuove centrali di generazione elettrica a carbone pulito o nucleare sicuro e, a fronte di questo impegno, ottenere la garanzia di forniture a prezzo prefissato fino alla messa in servizio degli impianti. Cominciando da subito a negoziare e stipulare contratti a lungo termine di questo tipo, a condizioni economiche che tengano conto, appunto, delle specificità del settore, sempre secondo Aicep “resterebbe più marcatamente individuata l’elevata redditività della nuova iniziativa, tanto per i produttori che per i consumatori”.


Il documento tocca più in generale le principali tematiche sul mercato elettrico nazionale, suggerendo una serie di interventi per la “sopravvivenza” delle industrie da tempo all’angolo per l’elevato costo dell’energia.

 
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